Ransomware Red Alert

Il ransomware Red Alert è stato reso pubblico il 5 luglio 2022 tramite Twitter da MalwareHunterTeam. Secondo il sito web del ransomware stesso, a questa data Red Alert aveva una sola azienda nell’elenco delle vittime.

Il gruppo dietro gli attacchi ha utilizzato due appellativi nelle sue operazioni: Red Alert negli attacchi e nelle note di riscatto, ma anche ”N13V” internamente.

Il malware prende di mira i server virtuali VMWare ESXi, sia Linux che Windows. Red Alert è progettato per essere utilizzato tramite linea di comando, consentendo all’autore della minaccia di arrestare qualsiasi macchina virtuale attiva.

Il ransomware Red Alert è quindi in grado di criptare i file corrispondenti alle macchine virtuali, come i dischi .vmdk, i file SWAP, i blog e altri.

Dopo il processo di crittografia, il ransomware genera un file .txt chiamato ”HOW_TO_RESTORE’‘ con i dettagli sulla procedura del ransomware. In questo documento vengono citati il nome “Red Alert”, l’importo del riscatto e un link per il pagamento in criptovaluta MONERO, che è l’unica valuta accettata per il riscatto.

Il gruppo ha attaccato le aziende, praticando una doppia estorsione. Ciò significa che prima di criptare i dati, il ransomware Red Alert riesce a rubare le informazioni sulla macchina virtuale.

Questa pratica è ampiamente utilizzata dagli hacker e consente agli autori della minaccia di chiedere un riscatto non solo per acquisire la chiave di decrittazione, ma anche per impedire il rilascio dei dati rubati.

Il ransomware Red Alert è un nuovo malware con pochi attacchi eseguiti, quindi si prevede che nei prossimi giorni il gruppo continuerà ad attaccare sempre più aziende in tutto il mondo.

Recuperare I file criptati da Red Alert ransomware

Digital Recovery ha sviluppato una soluzione in grado di recuperare i file crittografati senza la necessità di contattare i criminali per ottenere la chiave di decrittazione. Questa soluzione è stata sviluppata internamente e permette di recuperare i dati criptati dal ransomware.

Da oltre 23 anni, Digital Recovery opera nel mercato del recupero dei dati in vari dispositivi di memorizzazione, come archivi, database, macchine virtuali, sistemi RAID, server e altri.

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