SafePay ransomware
"La sensazione era assolutamente incredibile, tenere tra le mani un supporto dati sul quale sapevamo esserci tutte le informazioni aggiornate del nostro server."

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Recupera i file criptati dal ransomware SafePay

Se sei stato colpito dal ransomware SafePay, è essenziale intervenire immediatamente per recuperare i tuoi file.

Gli attacchi ransomware sono diventati una delle minacce digitali più pericolose, aumentando significativamente negli ultimi anni e colpendo aziende di ogni settore e dimensione. Studi recenti dimostrano che oltre il 70% di questi attacchi porta alla completa criptazione dei dati, spingendo circa il 56% delle vittime a cedere alle richieste dei criminali. Fortunatamente, esistono soluzioni efficaci per recuperare i file senza negoziare con gli hacker. Il ransomware SafePay ha il potenziale di compromettere un’ampia gamma di dati riservati. I criminali possono approfittare di vulnerabilità, lacune nella sicurezza, attacchi per tentativi, credenziali trapelate, tra le altre tecniche. Il SafePay è stato creato appositamente per evitare il rilevamento da parte dei sistemi di protezione come antivirus e firewall. Rimane silenziosamente infiltrato nell’ambiente per giorni o anche settimane, cercando di compromettere un volume significativo di dati, inclusi i backup collegati alla rete. La crittografia dei file viene eseguita solo quando il ransomware ha colpito il massimo dei dati critici.

Lo scopo di questo movimento nella rete, oltre a compromettere quante più informazioni possibile, è quello di ridurre le possibilità di recupero senza pagare il riscatto. Gli hacker cercano di generare uno scenario di caos, aumentando la pressione sulla vittima per indurla a pagare nella speranza di recuperare i dati tramite la decrittazione.

Il pagamento del riscatto non è raccomandato dalle autorità, poiché ciò incentiva nuovi attacchi. Inoltre, la vittima non può essere certa che i dati vengano effettivamente decrittografati o che la chiave fornita funzioni.

Diversi gruppi effettuano attacchi eseguiti da terzi, utilizzando il modello noto come RaaS (Ransomware as a Service). Questo approccio aggiunge complessità al processo di pagamento del riscatto, in quanto le dispute interne tra i membri possono ostacolare o impedire l’invio della chiave di decrittazione.

Il team di Digital Recovery opera da anni nel recupero di dati crittografati da ransomware e comprendiamo che il recupero delle informazioni è sempre la soluzione più efficace. Questo può essere fatto tramite backup propri dell’azienda o con soluzioni specializzate come quelle che offriamo.

Le nostre soluzioni specializzate hanno aiutato organizzazioni in tutto il mondo, indipendentemente dalle dimensioni o dalla posizione, permettendo un risparmio significativo evitando il pagamento del riscatto agli hacker.

Possiamo supportare la tua azienda con soluzioni specializzate per decrittare i file bloccati dal ransomware SafePay.

Perché scegliere Digital Recovery per decriptare il ransomware SafePay?

Selezionare un partner affidabile dopo un attacco ransomware è fondamentale per garantire risultati rapidi, sicuri e di successo. Digital Recovery è riconosciuta a livello internazionale per offrire soluzioni esclusive che integrano tecnologie innovative con una vasta esperienza nell’affrontare attacchi informatici sofisticati.
  • Tecnologia Esclusiva (TRACER): La nostra tecnologia proprietaria, TRACER, permette il recupero dei dati criptati dal ransomware SafePay, garantendo un alto tasso di successo anche negli scenari estremamente complessi.
  • Team Altamente Specializzato: Abbiamo professionisti altamente qualificati e certificati con esperienza comprovata in casi reali di ransomware, offrendo soluzioni tecniche e strategiche personalizzate per ciascun singolo caso.
  • Esperienza Globale Comprovata: Con oltre 25 anni di attività internazionale, serviamo clienti in vari paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Spagna, Italia, Portogallo, Brasile e tutta l’America Latina, assicurando un supporto agile e multilingue adattato alle normative regionali.
  • Riservatezza Garantita: I nostri servizi aderiscono rigorosamente a tutte le normative vigenti in materia di protezione dei dati. Inoltre, offriamo accordi dettagliati di riservatezza (NDA), garantendo completa sicurezza legale per le organizzazioni coinvolte.
  • Soluzioni Personalizzate: Le nostre soluzioni sono progettate per adattarsi ai principali dispositivi di archiviazione, inclusi server, storage (NAS, DAS e SAN), sistemi RAID di ogni livello, database, macchine virtuali, nastri magnetici, tra gli altri.

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Come funziona l'attacco ransomware SafePay?

Di solito, l’attacco ransomware SafePay si verifica attraverso fasi specifiche e ben strutturate:

  • Infiltrazione silenziosa: Inizialmente il ransomware si infiltra attraverso campagne di phishing, inviando email fraudolente o allegati dannosi alle vittime. Un altro approccio comune consiste nello sfruttare vulnerabilità tecniche esistenti in sistemi obsoleti, come falle di sicurezza nei software o connessioni remote non protette (RDP).
  • Mappatura e neutralizzazione dei backup: Dopo essere entrato nella rete, il ransomware effettua una meticolosa ricognizione interna, identificando dati strategici e backup collegati o online. Il suo principale obiettivo è compromettere i backup esistenti, impedendo il recupero immediato dei file.
  • Crittografia massiva dei file: Una volta completata la mappatura dei file importanti, il ransomware avvia prontamente la crittografia. File vitali come database, sistemi ERP, macchine virtuali e sistemi RAID risultano generalmente colpiti, provocando la completa inaccessibilità ai dati.
  • Estorsione finanziaria: Immediatamente dopo la crittografia dei dati, gli hacker lasciano una nota che richiede il pagamento del riscatto. Le istruzioni prevedono generalmente la comunicazione tramite piattaforme sicure o siti nel dark web, chiedendo pagamenti in criptovalute per evitare tracciamenti.

Quanto costa decriptare il ransomware SafePay?

Il costo preciso per recuperare file criptati dal ransomware SafePay varia in base alla gravità e alle caratteristiche tecniche specifiche dell’attacco. Generalmente, fattori come la quantità di dati coinvolti, il tipo di sistema compromesso (server, macchine virtuali, storage o database) e la disponibilità di backup funzionanti influenzano direttamente il costo finale. Per accelerare il processo e ottenere una valutazione precisa e personalizzata, ti consigliamo di contattare direttamente i nostri specialisti per una diagnosi iniziale.

Quanto tempo richiede il recupero dei dati?

Il tempo necessario per il recupero dei dati può variare significativamente a seconda dello scenario specifico dell’attacco subito. In media, il processo richiede solitamente da alcuni giorni a qualche settimana. La durata esatta dipenderà da fattori come il volume dei file crittografati, la dimensione dell’infrastruttura colpita, la complessità tecnica del ransomware e la disponibilità o lo stato dei backup esistenti.

Dopo aver ricevuto il tuo contatto, effettuiamo una diagnosi iniziale entro 24 ore lavorative, dopodiché il nostro team ti comunicherà una stima chiara e personalizzata dei tempi necessari per completare il recupero dei dati.

Esiste una garanzia per il recupero dei dati?

Considerata la complessità tecnica degli attacchi ransomware, nessuna azienda responsabile può garantire in anticipo il recupero completo dei file. Ogni incidente presenta aspetti tecnici unici, come diversi algoritmi crittografici e metodi specifici impiegati dai criminali.

Tuttavia, Digital Recovery utilizza tecnologie avanzate ed esclusive, come la soluzione proprietaria TRACER, che offre un tasso di successo molto elevato nel recupero dei file crittografati da ransomware.

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Cosa c'è da sapere

Come prevenire un attacco ransomware SafePay?
Per prevenire un attacco ransomware SafePay è necessario un quadro di cybersecurity completo, ma non solo: elenchiamo alcuni punti importanti a cui prestare attenzione.
  • Organizzazione – Avere una documentazione del parco informatico aiuta molto nel processo di prevenzione, oltre all’organizzazione di reti e computer. Sviluppate regole in modo che i nuovi dipendenti abbiano chiare le politiche aziendali sull’installazione e l’uso dei programmi sui computer.
  • Password forti – Le password devono essere forti e contenere più di 8 caratteri, normali e speciali. E non utilizzate un’unica password per più credenziali.
  • Soluzioni di sicurezza – Installate un buon antivirus, tenete aggiornati tutti i programmi, soprattutto il sistema operativo. Oltre all’antivirus, sono presenti un firewall e degli endpoint. Si assicureranno che il sistema rimanga protetto.
  • Attenzione alle e-mail sospette – Uno dei mezzi di invasione più utilizzati dai gruppi di hacker sono le campagne e-mail di spam, per cui è fondamentale creare una politica di sicurezza e di sensibilizzazione per gli impiegati affinché non scarichino file allegati inviati da e-mail sconosciute.
  • Politiche di backup efficienti – I backup sono essenziali per ogni eventuale incidente, ma anche con questo ruolo essenziale molte aziende lo trascurano o creano un programma di backup non efficace. Abbiamo già assistito a casi in cui oltre ai dati erano stati criptati anche i backup. Non è consigliabile mantenere i backup solo online. La migliore struttura di backup è 3x2x1, ovvero 3 backup, 2 online e 1 offline, e creare una routine coerente di aggiornamento dei backup.
  • Attenzione ai programmi non ufficiali – Esistono numerosi programmi a pagamento che vengono messi a disposizione gratuitamente su Internet, come Windows, Office e molti altri. All’inizio possono sembrare gratuiti, ma in futuro possono essere utilizzati come porta d’accesso per futuri attacchi di hacker. Anche se i programmi ufficiali possono richiedere risorse finanziarie, sono un buon investimento e sono sicuri.

Gli hacker di SafePay utilizzano diversi mezzi di accesso per introdursi negli ambienti, ma uno dei più comuni è il phishing. Il phishing è una tecnica di attacco informatico che prevede l’invio di email o messaggi di testo fraudolenti che sembrano provenire da fonti affidabili, come banche, servizi di posta elettronica, social network, siti web, etc. L’obiettivo del phishing è di indurre la vittima a cliccare su un link o ad aprire un allegato infetto, consentendo così agli hacker di accedere all’ambiente della vittima e installare il malware, tra cui il ransomware SafePay.

L’elevato consumo di elaborazione, memoria e accesso al disco sono comportamenti sospetti che devono essere attentamente analizzati per valutare se è in corso un attacco. Poiché il ransomware SafePay utilizza le risorse della macchina per eseguire l’esfiltrazione, vengono applicate tattiche di doppia estorsione e crittografia dei dati. Ciò richiede l’utilizzo delle risorse della macchina. È anche possibile rilevare l’attacco SafePay dalle modifiche apportate alle estensioni dei file; questo tipo di rilevamento è un po’ più complesso perché il processo di cifratura è già iniziato.
Se non si paga il riscatto agli hacker di SafePay, ci possono essere diverse conseguenze:
  1. Perdita dei dati: gli hacker potrebbero eliminare permanentemente i file crittografati, rendendo impossibile il loro recupero.
  2. Diffusione dei dati: gli hacker potrebbero minacciare di divulgare i dati sensibili o privati ​​rubati, causando danni reputazionali e finanziari.
  3. Richieste di pagamento aggiuntive: gli hacker potrebbero continuare a richiedere ulteriori pagamenti, nonostante il primo rifiuto.
  4. Nuovi attacchi: se gli hacker hanno già avuto accesso al sistema, potrebbero tentare di attaccare nuovamente o di diffondere il ransomware ad altri sistemi.
È importante notare che pagare il riscatto non garantisce necessariamente il ripristino dei dati. Inoltre, pagare il riscatto incoraggia gli hacker di SafePay a continuare a utilizzare tattiche di ransomware contro altre vittime. La migliore strategia per affrontare un attacco ransomware SafePay è quella di avere un piano di sicurezza robusto e di sicurezza dei dati, nonché di cercare l’aiuto di esperti in sicurezza informatica.
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